Simulatore Busta Paga 2026

Come leggere la busta paga, voce per voce

Aggiornata il 24 ottobre 2026 · 6 minuti di lettura

La busta paga (chiamata anche cedolino o prospetto paga) è il documento che il datore di lavoro ti consegna ogni mese insieme allo stipendio. A prima vista sembra una griglia di codici e numeri, ma la logica è sempre la stessa: si parte da quanto guadagni lordo, si tolgono contributi e imposte e si arriva al netto, cioè a quello che ricevi sul conto.

Ogni software paghe ha la sua grafica, quindi le voci possono trovarsi in punti diversi o avere nomi un po' diversi. In questa guida vediamo le parti che trovi in quasi tutte le buste e poi leggiamo insieme, riga per riga, una busta di esempio.

Le parti di una busta paga

1. Intestazione: chi sei e che contratto hai

In alto ci sono i dati anagrafici: i dati dell'azienda (ragione sociale, codice fiscale, posizione INPS) e i tuoi (nome, codice fiscale, matricola). Accanto trovi i dati del rapporto: data di assunzione, CCNL applicato (il contratto collettivo nazionale, che fissa minimi, mensilità e regole), livello o qualifica, tipo di contratto e percentuale di part-time. Conviene controllarli una volta: un livello sbagliato significa una paga base sbagliata.

2. Competenze: cosa ti spetta

Le competenze sono tutte le voci a tuo favore, al lordo. Di solito c'è la paga base, poi eventuali scatti di anzianità, superminimo (una cifra in più concordata con te), straordinari, indennità, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo. Nei mesi giusti compaiono anche la 13ª e la 14ª. La somma è il totale competenze, cioè il tuo lordo del mese.

3. Trattenute: cosa viene tolto

Le trattenute sono le voci a tuo carico. Le principali sono tre:

4. Imponibili: le basi di calcolo

Spesso una riga riporta gli imponibili, cioè gli importi su cui si calcolano contributi e tasse. L'imponibile previdenziale è la base dei contributi; l'imponibile fiscale è il lordo meno i contributi, ed è la base dell'IRPEF. Se un numero ti sembra strano, partire da qui aiuta.

5. Il netto in busta

Il netto è competenze meno trattenute, arrotondato. Alcune buste mostrano anche un "arrotondamento" di pochi centesimi, che viene recuperato il mese successivo.

6. Progressivi, TFR, ferie e permessi

In fondo trovi i progressivi: i totali dall'inizio dell'anno di imponibili, contributi e imposte. Servono al conguaglio di dicembre e finiscono nella Certificazione Unica. Poi c'è il TFR (trattamento di fine rapporto): una somma che matura ogni anno e che ricevi quando il rapporto finisce, oppure che va al fondo pensione se lo hai scelto. Infine il riepilogo di ferie e permessi: ore o giorni maturati, goduti e residui. Il residuo è tempo che ti spetta, tienilo d'occhio.

Una busta tipo, voce per voce

Prendiamo un esempio concreto: RAL (retribuzione annua lorda) di 30.000 €, contratto a tempo indeterminato, CCNL Commercio (Terziario) con 14 mensilità, residenza in Lombardia con addizionale comunale dello 0,8%. Ecco un mese "normale", senza 13ª, 14ª o bonus, calcolato con lo stesso motore del simulatore.

Busta paga di un mese tipo con RAL di 30.000 €
VoceCome si ottieneImporto
Stipendio lordoRAL ÷ 14 mensilità2.142,86 €
− Contributi INPS9,19% del lordo196,93 €
= Imponibile fiscalelordo − contributi1.945,93 €
IRPEF lordascaglioni IRPEF divisi per 12447,56 €
− Detrazionidetrazioni annue ÷ 12253,69 €
− IRPEF netta trattenutaIRPEF lorda − detrazioni193,87 €
= Netto in bustaimponibile − IRPEF netta1.752,06 €
− Addizionali (rata di gennaio)relative all'anno precedente48,23 €
= Accredito di gennaionetto − addizionali1.703,83 €

Come leggere i numeri

Lordo. Con 14 mensilità la RAL si divide in 14 parti: dodici stipendi più 13ª e 14ª. Per questo il lordo mensile (2.142,86 €) è più basso di RAL ÷ 12.

Contributi. Il 9,19% va all'INPS e si toglie prima delle tasse: sui contributi non paghi IRPEF.

IRPEF lorda. In busta gli scaglioni annuali vengono divisi per dodici. Il primo scaglione al 23% arriva quindi a 2.333,33 € al mese; la parte oltre, fino a 4.167 €, paga il 33%. Qui l'imponibile resta tutto nel primo scaglione.

Detrazioni. Sono sconti sull'imposta. In questo esempio valgono 3.044,29 € all'anno: 2.044,29 € di detrazione per lavoro dipendente e 1.000,00 € di ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale. Il datore di lavoro le divide sui dodici mesi ordinari.

Addizionali. La rata di gennaio (48,23 €) riguarda il reddito dell'anno scorso e cambia nel corso dell'anno: da marzo si aggiunge l'acconto comunale, a dicembre non c'è nulla. Lo spieghiamo nella guida alle addizionali regionali e comunali.

Nel simulatore il "netto in busta ogni mese" non comprende le addizionali, perché cambiano da un mese all'altro: le trovi nella tabella mese per mese.

TFR, ferie e permessi: valori che maturano

Il TFR di un anno si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5. Nel nostro esempio sono circa 2.222,22 € all'anno, che non vedi nel netto ma restano a tuo credito (e vengono rivalutati ogni anno). La riga delle ferie, invece, non è denaro: è tempo. Se a fine anno il residuo cresce, conviene parlarne con l'ufficio del personale, perché le ferie vanno godute.

Cosa controllare ogni mese

  1. Livello, CCNL e percentuale di part-time corrispondono al contratto firmato.
  2. Le ore di straordinario e le assenze coincidono con quelle che hai segnato.
  3. I contributi sono intorno al 9,19% del lordo (un po' di più se l'azienda versa altre quote a tuo carico previste dal contratto).
  4. Le detrazioni ci sono: se mancano, hai pagato più IRPEF del necessario.
  5. Il residuo di ferie e permessi torna con quello che hai preso.

Se a dicembre il netto è molto diverso dal solito non è un errore: tra 13ª, conguaglio e addizionali ci sono ottime ragioni, che trovi in perché a dicembre prendo di più. E per capire la differenza tra RAL, lordo e netto c'è la guida RAL, lordo e netto.