La busta paga (chiamata anche cedolino o prospetto paga) è il documento che il datore di lavoro ti consegna ogni mese insieme allo stipendio. A prima vista sembra una griglia di codici e numeri, ma la logica è sempre la stessa: si parte da quanto guadagni lordo, si tolgono contributi e imposte e si arriva al netto, cioè a quello che ricevi sul conto.
Ogni software paghe ha la sua grafica, quindi le voci possono trovarsi in punti diversi o avere nomi un po' diversi. In questa guida vediamo le parti che trovi in quasi tutte le buste e poi leggiamo insieme, riga per riga, una busta di esempio.
Le parti di una busta paga
1. Intestazione: chi sei e che contratto hai
In alto ci sono i dati anagrafici: i dati dell'azienda (ragione sociale, codice fiscale, posizione INPS) e i tuoi (nome, codice fiscale, matricola). Accanto trovi i dati del rapporto: data di assunzione, CCNL applicato (il contratto collettivo nazionale, che fissa minimi, mensilità e regole), livello o qualifica, tipo di contratto e percentuale di part-time. Conviene controllarli una volta: un livello sbagliato significa una paga base sbagliata.
2. Competenze: cosa ti spetta
Le competenze sono tutte le voci a tuo favore, al lordo. Di solito c'è la paga base, poi eventuali scatti di anzianità, superminimo (una cifra in più concordata con te), straordinari, indennità, maggiorazioni per lavoro notturno o festivo. Nei mesi giusti compaiono anche la 13ª e la 14ª. La somma è il totale competenze, cioè il tuo lordo del mese.
3. Trattenute: cosa viene tolto
Le trattenute sono le voci a tuo carico. Le principali sono tre:
- i contributi INPS, che finanziano la tua pensione: per la maggior parte dei dipendenti sono il 9,19% del lordo;
- l'IRPEF, l'imposta sul reddito delle persone fisiche, calcolata a scaglioni e ridotta dalle detrazioni (sconti sull'imposta);
- le addizionali regionale e comunale, piccole imposte aggiuntive sul reddito che, come vedremo, si pagano a rate l'anno dopo.
4. Imponibili: le basi di calcolo
Spesso una riga riporta gli imponibili, cioè gli importi su cui si calcolano contributi e tasse. L'imponibile previdenziale è la base dei contributi; l'imponibile fiscale è il lordo meno i contributi, ed è la base dell'IRPEF. Se un numero ti sembra strano, partire da qui aiuta.
5. Il netto in busta
Il netto è competenze meno trattenute, arrotondato. Alcune buste mostrano anche un "arrotondamento" di pochi centesimi, che viene recuperato il mese successivo.
6. Progressivi, TFR, ferie e permessi
In fondo trovi i progressivi: i totali dall'inizio dell'anno di imponibili, contributi e imposte. Servono al conguaglio di dicembre e finiscono nella Certificazione Unica. Poi c'è il TFR (trattamento di fine rapporto): una somma che matura ogni anno e che ricevi quando il rapporto finisce, oppure che va al fondo pensione se lo hai scelto. Infine il riepilogo di ferie e permessi: ore o giorni maturati, goduti e residui. Il residuo è tempo che ti spetta, tienilo d'occhio.
Una busta tipo, voce per voce
Prendiamo un esempio concreto: RAL (retribuzione annua lorda) di 30.000 €, contratto a tempo indeterminato, CCNL Commercio (Terziario) con 14 mensilità, residenza in Lombardia con addizionale comunale dello 0,8%. Ecco un mese "normale", senza 13ª, 14ª o bonus, calcolato con lo stesso motore del simulatore.
| Voce | Come si ottiene | Importo |
|---|---|---|
| Stipendio lordo | RAL ÷ 14 mensilità | 2.142,86 € |
| − Contributi INPS | 9,19% del lordo | 196,93 € |
| = Imponibile fiscale | lordo − contributi | 1.945,93 € |
| IRPEF lorda | scaglioni IRPEF divisi per 12 | 447,56 € |
| − Detrazioni | detrazioni annue ÷ 12 | 253,69 € |
| − IRPEF netta trattenuta | IRPEF lorda − detrazioni | 193,87 € |
| = Netto in busta | imponibile − IRPEF netta | 1.752,06 € |
| − Addizionali (rata di gennaio) | relative all'anno precedente | 48,23 € |
| = Accredito di gennaio | netto − addizionali | 1.703,83 € |
Come leggere i numeri
Lordo. Con 14 mensilità la RAL si divide in 14 parti: dodici stipendi più 13ª e 14ª. Per questo il lordo mensile (2.142,86 €) è più basso di RAL ÷ 12.
Contributi. Il 9,19% va all'INPS e si toglie prima delle tasse: sui contributi non paghi IRPEF.
IRPEF lorda. In busta gli scaglioni annuali vengono divisi per dodici. Il primo scaglione al 23% arriva quindi a 2.333,33 € al mese; la parte oltre, fino a 4.167 €, paga il 33%. Qui l'imponibile resta tutto nel primo scaglione.
Detrazioni. Sono sconti sull'imposta. In questo esempio valgono 3.044,29 € all'anno: 2.044,29 € di detrazione per lavoro dipendente e 1.000,00 € di ulteriore detrazione del taglio del cuneo fiscale. Il datore di lavoro le divide sui dodici mesi ordinari.
Addizionali. La rata di gennaio (48,23 €) riguarda il reddito dell'anno scorso e cambia nel corso dell'anno: da marzo si aggiunge l'acconto comunale, a dicembre non c'è nulla. Lo spieghiamo nella guida alle addizionali regionali e comunali.
TFR, ferie e permessi: valori che maturano
Il TFR di un anno si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5. Nel nostro esempio sono circa 2.222,22 € all'anno, che non vedi nel netto ma restano a tuo credito (e vengono rivalutati ogni anno). La riga delle ferie, invece, non è denaro: è tempo. Se a fine anno il residuo cresce, conviene parlarne con l'ufficio del personale, perché le ferie vanno godute.
Cosa controllare ogni mese
- Livello, CCNL e percentuale di part-time corrispondono al contratto firmato.
- Le ore di straordinario e le assenze coincidono con quelle che hai segnato.
- I contributi sono intorno al 9,19% del lordo (un po' di più se l'azienda versa altre quote a tuo carico previste dal contratto).
- Le detrazioni ci sono: se mancano, hai pagato più IRPEF del necessario.
- Il residuo di ferie e permessi torna con quello che hai preso.
Se a dicembre il netto è molto diverso dal solito non è un errore: tra 13ª, conguaglio e addizionali ci sono ottime ragioni, che trovi in perché a dicembre prendo di più. E per capire la differenza tra RAL, lordo e netto c'è la guida RAL, lordo e netto.